This photographic project starts from the need to face a reality that is difficult to accept for a 24-year-old girl, a reality made up of hospital races, a continuous search for a diagnosis, pains, medicines, physiotherapy, many unanswered questions and continuous deterioration.

“Naiade” at the beginning was born as a diary of what I was and I am still living, and then transformed into a photographic book that uses images instead of words, to express the condition of invisibility of pain, the darkness of an incomplete diagnosis and not definitive, but also what photography and water are capable of doing together with determination and the desire to fight.

Questo progetto fotografico nasce dall’esigenza di affrontare una realtà difficile da accettare per una ragazza di 23 anni, una realtà fatta di corse in ospedale, ricerca continua di una diagnosi, dolori, medicine, fisioterapia, tante domande senza risposta e peggioramenti continui.

“Naiade” all’inizio nasce come diario di ciò che stavo e sto ancora vivendo, per poi trasformarsi in un libro fotografico che utilizza le immagini al posto delle parole, per esprimere la condizione di invisibilità del dolore, il buio di una diagnosi incompleta e non definitiva, ma anche ciò che la fotografia e l’acqua sono capaci di fare insieme alla determinazione e alla voglia di combattere.